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AHRI

 

Arianna Vitale

 

Cantante e Cantautrice a Crema

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Le mie poesie


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LA GRANDE MENZOGNA

 

bambina non piangere

la mamma tornerà

e ti abbraccerà

ed ogni paura svanirà

bambina non piangere

la vita ti darà

tanta gioia

ed ogni incubo svanirà

bambina vieni qui

apri il tuo cuore a me

e non mentire

diventerai donna

diventerai mamma

e mani di uomo ti possederanno

e mani di bimbo ti cercheranno

e le tue mani invecchieranno

smetteranno di toccare

di abbracciare

bambina non temere

io sarò sempre con te

sono la tua forza

sono la tua coscienza

sono la tua grande menzogna

 

ANSIA

 

Quel continuo pensare che ci tiene svegli la notte

Quell’incessante ronzio del cuore e delle viscere

Quella difficoltà di esistere e di esserne grati

Quel silenzio che ci avvolge sebbene in mezzo al caos

Quella solitudine che ci fa dimenticare di avere paura di amare

Quell’incapacità di esprimersi e di essere accettati

Quell’incessante rincorsa alla perfezione

Quel rimanere delusi da aspettative in cui nemmeno si credeva

Quel non gustare ciò che si possiede

Per bramosia di ciò che non si può avere

Quella continua, dissoluta frenesia di vivere e

Quel desiderio di trovare pace nella morte

Nella fine del tutto

Ansia

Quella profonda, inguaribile ferita di chi non è stato abbastanza amato

 

I PASSI DELLA VITA

 

Ed ecco che una piccola forma mi si avvicina

Eterea, immobile eppure in continuo movimento

La risposta a tante domande

E la prima domanda senza risposta

Un’idea che piano piano prende forma

Qui nel mio ventre e poi nella mia mente

E poi nei miei occhi e infine tra le mie braccia

Un pianto, un sospiro, un battito di ciglia

Un sorriso mentre ti nutri della mia essenza

Il mio cuore che scoppia

Non può gestire tante emozioni, tante paure

E tu ignaro ti affidi completamente

Fiducioso e incosciente

E io ignara mi affido completamente

Fiduciosa e incosciente

Ed entrambi ci diamo la mano

In questo percorso dove inciamperemo insieme

Ci rialzeremo insieme

Correremo e ci fermeremo insieme

Ti prego… aspettami quando sarò rimasta indietro

Figlio mio

FINALMENTE

 

finalmente è amore

finalmente è gioia

finalmente la paura lascia il posto all’imbarazzo

finalmente poter sbagliare

poter rischiare

poter sognare

progettare

finalmente è sincero

finalmente è profondo

e un monologo è sempre dialogo

e il silenzio è sempre parola

e lontananza è sempre nostalgia

e il sesso è sempre amore

e finalmente trova pace

questo mio cuore

che da sempre lotta

da sempre cerca

da sempre soffre

e finalmente è l’inizio di un nuovo giorno

 

IL MONDO FUORI

 

guardo il mondo fuori

e tutto è così impalpabile

gente che cammina

senza sguardo

senza pena

senza gioia

guardo il mondo fuori

petali di un fiore

che va sgualcendo

sfiorendo

appassendo

inesorabilmente

guardo il mondo fuori

piante e fiori

colori e profumi

incantevole ripetersi

delle stagioni

della natura

della vita

eppure un punto nero

in questo bianco

in questa perfezione

il limite della nostra

essenza

il limite della nostra intelligenza

il limite della nostra superbia

che ci sta condannando

senza appelli

IN ATTESA

 

in attesa di un risarcimento

in attesa di una rinascita

in attesa di risposte

la mia vita procede inseguendo gli errori

ricucendo le ferite

ricostruendo i castelli

ormai crollati

alla perenne ricerca della perfezione

della stabilità

fermamente convinta che valga la pena

di vivere solo se si ha un credito

con la nostra suprema creazione

e in attesa di riscuotere

tenere la contabilità

come il migliore dei ragionieri

cercare di far quadrare il bilancio

di una vita forse

troppo densa

forse troppo intensa

sicuramente mia

IL LIBERO ARBITRIO

 

Felicità è

Parlare ed essere ascoltati

Ascoltati ed essere capiti

Capiti e non essere giudicati

Felicità è

Ascoltare chi ha bisogno di parlare

Ascoltare e capire

Capire e non giudicare

Perché non giudicare?

Non siamo forse nati da un peccato e

Per questo giudicati a nostra volta?

E se un dio ci avesse prestato una piccola parte

Del suo immenso senso della giustizia

Non è già una condanna il fatto di saper

riconoscere il male?

Non è già una condanna il fatto di saper

Riconoscere le incoerenze, le meschinità?

avere l’intelletto per poter giudicare

Non è di per sé la più grande punizione che

Potessimo avere?

Quanta solitudine c’è nel libero arbitrio?

E quanta infelicità?

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